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dico che lascio parole d’amore:
dico che lascio parole d’amore:
dico quelle che scrissi e che non scrissi,
dico quelle che dissi e che non dissi,
quelle pensate e quelle non pensate,
ma che, a pensarci, però, ci pansavo:
quando avrò lingua di cenere a polvere,
con quattro corde di vermi vocali,
ci potrà fare, quella, il suo conforto:
quando è finito ogni gesto d’amore,
dopo i baciari e dopo i carezzari,
e dopo gli abbracciari e gli avvinghiari,
e poi, dopo gli stringeri e i leccari,
e dopo, ancora, i succhiari e i pompari,
dopo i fellari e dopo gli iorrumari,
e, in tutte pose, tutti quanti i fotteri,
e, finalmente, tutti gli orgasmari,
così con uomo, e anche così con donna
così con altro, e anche così con me,
in quel fiato che ancora può soffiare,
se un soffio soffia, è un soffio di parole:
e così amore finisce in romanza,
e si chiude in canzone e cantilena;
amore muore in strambotto e in rispetto,
spira in stornello, in elegia,in sonetto.
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(Edoardo Sanguineti, da Novissimum Testamentum)
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(Edoardo Sanguineti, da Novissimum Testamentum)


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