mercoledì 29 agosto 2012

Acqua, sale e Nutella

Che bello, casa nuova.
Una nuova vita.
Una nuova finestra da cui guardare il cielo alla mattina. Nuove stelle da fissare, cercando disperatamente di dormire poco prima dell'alba.
Ci sarà una parete rossa, se tutto va bene. E una cagnolina meravigliosa.

Cremona-Bologna.
Sulle rotaie mi sembra di seminare ricordi. Piano piano di svuotare la mente.
E il cuore.

Lasciare nei cassetti bianchi, nelle lenzuola di Klimt  e sul comodino nero perennemente zuppo di polvere vestiti intrisi di vecchi profumi a righe, mutandine usate una sola volta, verso la fine e diari scritti di fretta.

Fare le valigie e lasciarle qui, partire con niente e iniziare a rifare tutto da quella immensa parete rossa illuminata a festa quando sono entrata.

E credere che ad ogni passo del treno io pianto un pensiero.
Lascio qui, nelle mie coperte con le margherite, la prima volta. Dò da bere a questo inutile verde mela.
Ci lascio le tue lacrime in quella notte dove fuori non era incantevole come tra le nostre braccia,
Lascio nell'armadio i vestiti che con te non indossavo.
Lascio te che dormi, mentre io la domenica mattina mi sveglio e preparo il caffè.

Ed è così.
Mentre guardo i campi gialli che scappano via, mi sento sempre più in pace.
Il cuore in pace..
Tutto corre.
Ed io sono immobile. In quel metro cubo di spazio sporco, scivolo in una culla morbida.

Semino via i ricordi...
Tabula rasa il mio corpo, i miei vestiti, le mie mani, la mia testa.
Il mio cuore.

Il mio cuore...
Il mio cuore?

Più avanzo e più credo di abbandonare i ricordi e più sono vividi e intensi.

E' inutile.
Cremona mi seguirà ovunque.
Mi porto tutto dentro, ogni mia cellula è il colore di un ricordo.
Quel sole giallo sulla pelle sul bus a China Town.
Il caldo asfissiante di camera tua.
Il silenzio di una fontana che non piange più.
Il calore della tua pelle alla mattina, accanto a me.

Mi seguirai ovunque.
Non riuscirò mai a impacchettare le tue cose e a sistemarle in una scatola da porre sopra l'armadio.




Già.
Proprio quando speravo che avrei carta bianca per riscrivere il mio racconto,
proprio quando pensavo che per me non ci sarebbe stato alcun motivo per rimanere ancorata qui,
proprio quando credevo che avrei affrontato tutto da sola,
Cremona mi insegue.

Ed è mettendo il rimmel che capisco di dover dare ascolto a questa mia pancia maledetta perennemente odiata perchè troppo tonda (una volta).
Ha ragione. Aveva ragione.

Mi seguirai anche tu.
Arriverai, prima o poi.


Dicono che l'unico obiettivo che dobbiamo porci è quello di essere felici e di stare bene.
Spero che per te sia lo stesso.
Sì che lo è.
Ascolta la tua pancia..
Infondo, io una volta non avevo scritto una Verità sulla mia? E quella è la Verità.
La nostra Verità.





"Sai, una volta, poco prima, mentre lui cercava metodi alternativi, mi sono scritta sulla pancia a nutella una sacrosanta Verità. Come può quindi la mia pancia avere torto con un simile battesimo?
Lo so, è assurdo ma credimi. Non ho fumato, nè bevuto (nemmeno latte di riso!), non sono ancora nemmeno le 3. Va tutto bene.
Di pancia, sento che andrà tutto bene.
E ok, non ho idea di come io possa saltare così facilmente da uno stato d'animo all'altro. e le serie TV americane non centrano una mazza.
Non lo so, io sono positiva.
Lo sono sempre stata.
Andrà tutto bene.
Poco prima di fare le valigie, si sistemerà tutto.

Lo so.
Ma davvero, credimi se ti dico che non ho fumato, nè bevuto (nemmeno latte di riso!), non si sono fatte ancora le 3 e non sono stanca distrutta da farneticare.
Ho scritto a caso. A casa.  Così a te."

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