E soffre come te. Con le vostre bocche che vivono in simbiosi, entrambe che non mangiano. Ed un motivo ci sarà.
Ci sarà perfino se ha pianto, quando hai vuotato il sacco. Pur non amandoti più, ovviamente.
Apatia, afasia, svogliatezza, rifiuto di mangiare, di uscire, attaccamento atavico al pc e al letto.
Quindi, come fai a startene in disparte, pensando di fare bene a te stesso e a quel poco di rapporto da salvare, quando la persona che ami sai che soffre? Sai di essere caduto anche tu nel suo buco nero per scuse inconsistenti, che se fossero vere non avrebbero avuto riscontri tali negli occhi, nelle mani, nelle parole.
Se fossero vere, te ne saresti accorto. Eccome.
Non un'attenzione, non una carezza, non un complimento.
Eppure c'era tanto amore...
Quindi non sono vere quelle cose.
Ma per una volta, e lo sai, ha bisogno di sentire la tua assenza, la tua mancanza. Nella sua casa vuota, senza il tuo profumo, le tue coccole quando dormite, le carezze e gli abbracci mentre suona.
Lo sai.
Eppure, sarà una scusa, non riesci proprio a non badare a lui, a fartene carico, a consolarlo, ad abbracciarlo, a farlo sentire sicuro e amato.
Lo conosci, lo conosci bene, e lui nel profondo questo lo sa. Ci fa sempre affidamento.
Eppure dubiti, diffidi, chiedi consiglio e conforto a tutti i tuoi amici che troppo pazientemente ti ascoltano.
Sei confuso, destabilizzato, svuotato, triste in una maniera sconsiderata. Arrivi al punto tale da chiedere informazioni a chiunque, sperando che le tue supposizioni e le tue paure non siano concrete.
E hai il coraggio di dire di essere tranquillo.
In cuor tuo sai qual è la scelta migliore.
"E il cuore mi va in pezzi, certo, in ogni momento di ogni giorno, in più pezzi di quanti compongano il mio cuore, non mi ero mai considerato di poche parole, tanto meno taciturno, anzi non avevo proprio mai pensato a tante cose, ed è cambiato tutto, la distanza che si è incuneata fra me e la mia felicità non era il mondo, non erano le bombe e le case in fiamme, ero io, il mio pensiero, il cancro di non lasciare mai la presa, l'ignoranza è forse una benedizione, non lo so, ma a pensare si soffre tanto, e ditemi, a cosa mi è servito pensare, in che grandioso luogo mi ha condotto il pensiero? Io penso, penso, penso, pensando sono uscito dalla felicità un milione di volte, e mai una volta che vi sia entrato."
JSF,
che stavo leggendo un anno fa e piansi per la prima volta davanti alla parola scritta perchè sapevo che quella era Verità. E dopo poco mi innamorai di te.
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