Ma non ne ho.
Non ho frasi ad effetto per chiudere questo piccolo amore, nato da un niente, quasi per gioco.
Sei stato un lampo, che tuono hai fatto e che diluvio hai lasciato dietro di te.
Vorrei pensare che tornerai presto, che mi chiamerai e capirai di aver sbagliato tutto (nella vita), vorrei pensare ed essere sicura che tutte le parole che mi hai detto sono vere ma purtroppo credo più nella forza delle lacrime.
Sensazioni (di pancia, maledette) e pensieri contrastanti, lo so.
Bisogna accettare le sconfitte, bisogna arrendersi al fatto che talvolta non siamo così forti e crolliamo anche noi. Bisogna accettare che nulla è per sempre, e che perfino quello che ti sembrava l'amore più forte che tu avessi mai conosciuto può svanire così com'è iniziato.
Siamo abituati, perennemente, a pensare che il nostro presente sia eterno e onnipresente. Le cose cambiano, mutano, si trasformano e noi, dimentichi di ciò che è accaduto nel passato più prossimo, ci godiamo il nostro presente come se non avesse mai un termine.
Ma i rapporti umani hanno delle scadenze, almeno sulla confezione del latte lo scrivono e ti puoi regolare, con le persone sfortunatamente no.
Si stufano, si innamorano di altro, decidono che è meglio starsene da soli o semplicemente si fan domande che sarebbe inutile porsi.
Che idiozia. Che idiozia tutto questo. Che idiozia pesare sugli altri tutta la nostra felicità.. Eppure siam felici solo se realizzati, solo se amati. E allora ditemi, perchè prendiamo sempre determinate scelte che ci allontanano l'un l'altro?
Vabeh, sto divagando. Pretendo di scrivere grandi cose quando in realtà questo non è che un inutile flusso di coscienza.
La cosa che mi affascina di più è come la nostra mente cerca sempre di farci vedere quel che vogliamo noi, mettiamo i sogni, per esempio.
Quando abbiamo una mancanza, il nostro cervello cerca di soddisfare questo desiderio nei sogni. Ora ditemi, che senso ha soddisfare certi bisogni, certe voglie (che non son la stessa cosa, ok) mentre dormo, svegliarmi felice per poi capire che non era che uno stupido sogno. Il cervello umano è forse l'entità, la cosa più sadica di questo mondo.
Come diceva Foer "L'ignoranza è forse una benedizione, non lo so, ma a pensare si soffre tanto, e ditemi, a cosa mi è servito pensare, in che grandioso luogo mi ha condotto il pensiero? Io penso, penso, penso, pensando sono uscito dalla felicità un milione di volte, e mai una volta che vi sia entrato".
E' una sacrosanta Verità che nessuno ha mai contemplato. La prima volta che l'ho letta, ho pianto. Ho pianto perchè sapevo che era vero, e che tutti i miei problemi derivavano appunto da questo mio continuo pensare, pensare, pensare, pensare. Facevo finire gli amori, uccidevo la mia creatività.
Perfino adesso non smetto di pensare: mi domando mille perchè, provo a darmi un milione di risposte ma è inutile.. Completamente inutile come questa pappardella senza senso.
Se le persone imparassero ad ascoltare la pancia e riflettessero di meno, molto meno, saremmo tutti molto più sereni, appagati e felici. Ma dio.. Siamo masochisti, vogliamo tutto e subito, pretendiamo il più delle volte, attenzioni e spiegazioni che nemmeno l'altro ci sa dare.
E quindi, che senso ha continuare a porsi mille domande se alla fine risposta non c'è?
Io adesso me ne vado a letto, ho passato troppe notti insonni per quella stupida credenza che intende lo svegliarsi tra le 3 e le 4 del mattino come segno dell'esistenza di qualche voyeur interessato al nostro dormire.
Io adesso me ne frego di te, della tua fame, del tuo pc, della tua confusione, del tuo pensare, del tuo corpo perfetto, delle tue labbra, delle tue mani bellissime, delle tue paure, delle tue lacrime. A giovedì. Quella sarà la fine.
Ma chi prendo in giro.. Certo, ascoltare Bon Iver non aiuta, soprattutto certe canzoni.
Le persone adorano farsi del male, le fa sentire vive. Cosa diceva Brandon Boyd? "Love hurts but something it's a good hurt and it feels like I'm alive" Beh, aveva ragione.
Beh, almeno fino a giovedì posso scivolare in un ulteriore limbo.
Devo lavorare dalla corteccia per poi arrivare fino all'osso. E' l'unica. Forse dovrei fare yoga.
Perfino adesso non smetto di pensare: mi domando mille perchè, provo a darmi un milione di risposte ma è inutile.. Completamente inutile come questa pappardella senza senso.
Se le persone imparassero ad ascoltare la pancia e riflettessero di meno, molto meno, saremmo tutti molto più sereni, appagati e felici. Ma dio.. Siamo masochisti, vogliamo tutto e subito, pretendiamo il più delle volte, attenzioni e spiegazioni che nemmeno l'altro ci sa dare.
E quindi, che senso ha continuare a porsi mille domande se alla fine risposta non c'è?
Io adesso me ne vado a letto, ho passato troppe notti insonni per quella stupida credenza che intende lo svegliarsi tra le 3 e le 4 del mattino come segno dell'esistenza di qualche voyeur interessato al nostro dormire.
Io adesso me ne frego di te, della tua fame, del tuo pc, della tua confusione, del tuo pensare, del tuo corpo perfetto, delle tue labbra, delle tue mani bellissime, delle tue paure, delle tue lacrime. A giovedì. Quella sarà la fine.
Ma chi prendo in giro.. Certo, ascoltare Bon Iver non aiuta, soprattutto certe canzoni.
Le persone adorano farsi del male, le fa sentire vive. Cosa diceva Brandon Boyd? "Love hurts but something it's a good hurt and it feels like I'm alive" Beh, aveva ragione.
Beh, almeno fino a giovedì posso scivolare in un ulteriore limbo.
Devo lavorare dalla corteccia per poi arrivare fino all'osso. E' l'unica. Forse dovrei fare yoga.
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