giovedì 23 agosto 2012

Parachutes

Domani è la fine.
E adesso non posso di certo permettermi il lusso di credere agli occhi che indossavi stasera.
Sarebbe troppo bello e comodo.
Ti conosco, conosco i tuoi occhi e non mentono. Loro no, non sono come le tue confessioni in quel giorno.
Erano occhi imbarazzati, impacciati, innamorati, felici, genuini.
Come quelli che indossavi un anno fa, e mi spogliavi con gli occhi. Vuoi che non lo sapessi?
In un istante sei venuto su dalla mia pancia. E' venuto su tutto in gola e non era vomito.
In un istante sono stata felice perchè i tuoi occhi erano sinceri.
Ma te l'ho detto, non posso permettermi certi lussi.
Devo proteggermi, per questo ferisco te, per questo ho ferito te quella mattina.
Artigli affilati come il sole in un giorno di Lucifero. Anche se erano le 6 del mattino e gli occhi mi bruciavano.


Ti ho scritto una lettera stasera, stanotte.
Era iniziata così, con dei fogli, confermata anche una settimana dopo. La lettera della prima settimana, l'avevo riletta a te quel mattino. E tu sembravi sull'orlo di un lago.
Ti darò questa lettera perchè è la fine. Ed è giusto così.
E' giusto che tu sappia che non era vero quel che ti avevo confessato in quelle 6 del mattino, nel tuo letto freddo.
E' giusto che tu lo sappia.



Domani dovremo essere onesti.
Dovremo essere noi, amore mio. (non sembra qualche verso di qualche neocantautore indie con poche prospettive di successo?)
Svuotati dalle corazze e dalle impressioni. (che mal di schiena portar tutte queste illusioni)
Domani dovremo essere noi.



Mancherai tanto.
Mancherai tanto.

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