mercoledì 22 agosto 2012

Vecchie poesie

J'ai rêvé de toi cette nuit, Verlaine

Stanotte ho sognato di te:
ti sdilinquivi in mille pose
tubavi moltissime cose...

Ed io, come si gusta un frutto,
a piena bocca ti baciavo
dovunque, monte, piana o valle.

Ero d'un'elasticità,
d'un'energia ammirevole:
perbacco, che fiato e che reni!

Dal canto tuo, cara, tu
che reni, che fiato, e che
elasticità di gazzella...

Al risveglio, tra le tue braccia
fu la stessa, identica festa
ma più intensa, ma più perfetta.



Il Canto di Chiaretta, Goethe


Essere tutto gioia, 
patimento 
e pensieri, 
trepidare 
nell'incerto tormento, 
levando l'esultanza fino al cielo, 
a morte contristati. 
Felice solo è l'anima che ama

Freudvoll
Und leidvoll,
Gedankenvoll sein,
Langen
Und bangen
In schwebender Pein,
Himmelhoch jauchzend,
Zum Tode betrubt-
Glucklich allein
Ist die Seele,die liebt.




Pablo Neruda

Ho fame della tua bocca, della tua voce, del tuoi capelli
e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
non mi sostiene il pane, l'alba mi sconvolge,
cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.

Sono affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio,
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.

Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,
il naso sovrano dell'aitante volto,
voglio mangiare l'ombra fugace delle tue ciglia

e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
come un puma nella solitudine di Quitratúe.




Il cuore che ride, Charles B.

La tua vita è la tua vita.
non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza.
stai in guardia.
ci sono delle uscite.
da qualche parte c’è luce.
forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre.
stai in guardia.
gli dei ti offriranno delle occasioni.
riconoscile, afferrale.
non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta.
e più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà.
la tua vita è la tua vita.
sappilo finché ce l’hai.
tu sei meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.





E questo eri tu, era il dicembre del 2009.


Tutto bianco. Le lenzuola pulite, lino. Una luce chiara dalla finestra spalancata. 
Dormo.
Sono Psiche.
Un'ala sola sulla scapola destra.
Dormo nella notte bianca. Sì, è notte e c'è luce.

Dalla finestra entra sempre Lui. Amore.
Bello. Divinamente bello.
Un nudo efebico. 
Capelli riccioli, biondi. 
Lineamenti dolci.
Un'ala sola sulla scapola sinistra.
Mi accarezza, mi guarda. 

Decide.

Si scopre.
Si rivela.
Lui c'è, esiste.
La mia metà.

Mi sveglia con un bacio.
Canova mi suggerisce l'immagine.

Dolcemente mi porta davanti a sè. 
Sotto di sè.
Si poggia sul mio ventre.
Mi accarezza il viso.

Occhi negli occhi.
Così, in silenzio. 
Senza proferir parola. 
Siamo consapevoli d'esser l'uno la metà dell'altra.

E ancora in silenzio un altro bacio.

Ci completiamo. Ci assaporiamo. Ci gustiamo. Ci godiamo. Ci amiamo.


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